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IL MEGLIO DEI MEMORIAL ROSA BALISTRERI

anno sociale 2015-2016

Presidente: Dr. Nicolò La Perna

Palma di Montechiaro


 


 

 

DISCORSI  UFFICIALI  (Dr. Nicolò La Perna - Ing. Pasquale Amato -  Dr..sa Letizia Pace)

DISCORSI  UFFICIALI  (Dr. Nicolò Palmisciano)

ALBUM FOTOGRAFICO DELLA MANIFESTAZIONE

 

POESIE

A LUNA 'NNAMURATA - Andrea Mancuso

A MA FIGLIU LUNTANU- Girolamo La Marca

AUTUNNU -  Maria Stella Cammillieri

 

CANNILI - Salvatore Gaglio

CANTU A MATRI NATURA - Salvatore Gaglio


CAPITA CERTI VOTI - Salvatore Gaglio

LU MARI - Pino Giuliana

MAGICA NUTTATA - Francesco Vitello

 

NA VANEDDA SENZA PAISI . Mel Vizzi

 

NILL'ARIA - Maria Letizia Scichilone

 

NOTTI D'ESTATI - Vincenzo Schembri

 

PUPAZZA DI VENTU - Maria Stella Filippini

 

QUANNU CODDA U SULI - Caterina Russo

SPARIGGI - Girolamo La Marca

 

SULU PI TIA - Maria Stella Cammillieri

 CANZONI

 

A CURUNA - Giusy Schilirò

 

A VIRRINEDDA - Felice Rindone

 

CALATI IUNCU - Alfonso Dimartino

 

CANTU RI LI POVIRI - Alfonso Dimartino

 

CU TI LU DISSI  - Gaetano Licata

 

I PIRATI A PALERMU - Felice Rindone

 

LA VALLI IN SCIURI - Pino Giuliana

 

LITTRA - Concetta e Francesca Busacca

 

LU VENTU M'AMMUTTA - Andrea Mancuso

 

LU VERBU - Gioacchino Di Bella

 

ME MUGGHIERI UNN'AVI PILA 
Felice Rindone

 

NATI NTI STA TERRA - Gaetano Licata

 

NDA LA LUNA - Concetta Busacca

 

OMERTA'-Gioacchino Di Bella

 

QUANNU IU MORU  - Felice Rindone

 

RAMMI NA VASATA - Andrea Mancuso

 

U CUNTU DI ROSA - Mel Vizzi

 

U SURFARARU - Felice Rindone

 

 

 

“MEMORIAL ROSA BALISTRERI” - Rassegna del meglio dei Memorial effettuati
Giorno 20 settembre 2015 nell’atrio del Palazzo degli Scolopi in Palma di Montechiaro di è tenuto la manifestazione “MEMORIAL ROSA BALISTRERI” - Rassegna del meglio dei Memorial effettuati, che ha visto sul palco i vincitori delle sezioni poesie e canzoni dei 15 “Memorial Rosa Balistreri” concorso di poesie e canzoni siciliane inedite.
La serata è iniziata con i saluti di rito del sindaco di Palma di Montechiaro Dott. Pasquale Amato, del Presidente del Lions Club Dott. Nicolò La Perna e della dott. Letizia Pace ed è proseguita con un approfondimento sulla vita e l’attività di Rosa Balistreri da parte del Dott. Nicolò Palmisciano.
Hanno arricchito la serata l’avvocato Giuseppe Cantavenere, autore di un libretto sulla vita di Rosa Balistreri che ha intrattenuto il pubblico insieme al professor Pino Pesce sulla vita e sull’importanza di Rosa Balistreri, l’attrice Luisa Ippodrino e le due nipoti di Ciccio Busacca, Cettina e Francesca, accompagnate dal chitarrista Carmine Santangelo che hanno cantato alcune canzoni di Ciccio Busacca e di Rosa Balistreri.
Un’altra ospite eccellente è stata la signora Giusy Schilirò di Catania.
Si sono alternati sul palco i vincitori dei Memorial effettuati intervallando canzoni e poesie col risultato di grandi applausi di compiacimento del pubblico.
La serata è stata organizzata dal Sindaco di Palma di Montechiaro: Dott. Pasquale Amato che ha dato il contributo organizzativo insieme all’Assessore Capobianco Francesca, dal Lions Club di Licata con il suo Presidente Dott. Nicolò La Perna che ha curato lo spettacolo e dalla Dott.ssa Letizia Pace dell’Associazione Culturale Visione Kairos in occasione del 25° della morte della cantante folk licatese Rosa Balistreri.
Nel ricordo di Rosa Balistreri sono state cantate canzoni del suo repertorio: Lu focu di la paglia, Cantu e cuntu, A curuna, Mi votu e mi rivotu dalla cantante Giusy Schilirò; Cu ti lu dissi: Gaetano Licata; Quantu basilicò e “a Pila” da Felice Rindone.
Intensi e applauditi gli interventi dei gruppi musicali “Cantores Insulae” di Gioacchino Di Bella, di Alfonso Di Martino, dei Cantu e cuntu di Felice Rindone e del grupp palermitano di Andrea Mancuso.
Sentite e belle le poesie di Salvatore Gaglio, Girolamo La Marca, Maria Stella Cammillieri, Pino Giuliana, Andrea Mancuso, Francesca Vitello, Letizia Scichilone, Caterina Russo e Carmelo Vizzi che ha intrattenuto il pubblico come cantastorie con “U cuntu di Rosa”.
Grande l’affluenza del pubblico che ha decretato con scroscianti applausi gli attori della serata.
Lo spettacolo è stato lungo più di 3 ore e mezzo, ma gli stessi cantanti volevano continuare considerato l’apprezzamento del pubblico.
La serata è stata organizzata per valorizzare e riproporre ai giovani il repertorio siciliano di Rosa Balistreri, che in verità è del popolo siciliano, essendo quasi tutte le canzoni di Rosa Balistreri di autore ignoto provenienti dalle raccolte del Favara, del Vigo, del Pitrè e di Salamone Marino.
E’ stata ribadita l’importanza di Rosa Balistreri nell’ambito della canzone e della cultura siciliana da: Nicolò La Perna, da Pasquale Amato, da Letizia Pace, da Nicolò Palmisciano, da Giuseppe Cantavenere e da Pino Pesce. L’importanza di questa umile donna licatese, Rosa Balistreri è nel fatto che si è fatta promotrice delle istanze sociali e politiche di una Sicilia, terra abbandonata dalla classe dirigente politica nazionale di allora, ed anche di oggi, terra ricca di bellezze paesaggistiche, artistiche, di monumenti greci, latini, arabo, normanni, barocchi e ricca di problemi, primo fra tutti il lavoro con la conseguente emigrazione, la mafia e la malavita organizzata che hanno spezzato tante vite e la stessa speranza in un mondo migliore.
Rosa con le sue canzoni ha dato voce alla gente umile, al contadino, al minatore, al jurnataru, (lavoratore giornaliero) al pescatore, facendo risaltare il contrasto tra padroni e lavoratori; Rosa si è schierata dalla parte della povera gente, sempre, anche quando i suoi successi artistici potevano permetterle una vita più comoda; nelle sue canzoni parla di ingiustizie sociali, di lavoratori, di storie di povertà, di mafia, di dolore, storie che canta non per sentito dire ma perché rappresentano il vissuto della sua vita di fin da quando, ancora bambina lavorava a Licata con fatiche e stenti ed ha tradotto le istanze sociali delle persone più povere in canti, racconti di emigranti, contadini, comari, zolfatari e carcerati. Nel suo canto c’è il dolore, la miseria, la speranza di una Sicilia che vuole rompere le catene della povertà, della sudditanza.
Ascoltandole le sue canzoni vengono fuori timbri forti, duri come la pietra vulcanica dell’Etna, (canzone di protesta e sul lavoro) e a volte morbidi, vellutati come i fiori di zagara siciliani (ninne nanne e canzoni religiose). L’anima della Sicilia, fatta di sottomissioni ad altri popoli, di integrazioni, di rabbia, risentimento ma anche di amore e di speranza è nella voce della Balistreri.
La conclusione della serata ha visto Felice Rindone cantare il testamento di Rosa: Quannu moru” di Lillo Catania: con queste parole:
Quannu moru nun mi diciti missa ma ricurdativi di la vostra amica
quannu moru purtatimillu un ciuri un ciuri granni è russu, comu lu sangu sparsu.
Quannu moru faciti ca nun moru diciti a tutti chiddu ca vi dissi.
Quannu moru nun vi sintiti suli ca suli nun vi lassu mancu dintra lu fossu.
Quannu moru cantati li me canti, nun li scurdati, cantatili pi l’autri.
Quannu moru pinsatimi ogni tantu ca pi sta terra ‘ncruci iu moru senza vuci.
QUANDO MORIRÒ
Quando morirò non fatemi dire messa ma ricordatevi della vostra amica,
quando morirò portatemi un fiore un fiore grande e rosso come il sangue sparso.
Quando io muoio fate che io non muoia dite a tutti ciò che vi ho detto.
Quando morirò non vi sentite soli giacchè soli non vi lascio neanche quando sarò dentro la fossa.
Quando morirò cantate i miei canti non li scordate, cantateli per gli altri.
Quando morirò pensatemi ogni tanto perchè per questa terra in croce sarò morta senza voce.