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LIONS CLUB LICATA

ANNO SOCIALE 2006 2007
Presidente Dr. RACALBUTO FRANCESCO 2° Presidenza




CONVEGNO: IMMIGRAZIONE ED EMIGRAZIONE:
due fenomeni a confronto

 

In data 14 aprile 2007 presso l'aula del Carmine a Licata si è svolta la Conferenza della zona 24: "Immigrazione ed emigrazione del lavoro: due fenomeni a confronto". La conferenza coordinata dal Delegato di zona Rag. Salvatore Russo è stata voluta dai 4 Lions clubs della zona 24: Canicattì Host Dr. Giuseppe Gentile, Licata Dr. Francesco Racalbuto. Ravanusa Dr. Giacomo Gatì, Canicattì Castel Bonanno Prof. Patrizia Fazio Tirozzo.

Ha aperto i lavori, facendo anche gli onori di casa il Dr. Francesco Racalbuto introducendo il tema attualissimo dell'immigrazione, dei problemi collegati, delle risposte date dallo Stato e dall'Amministrazione periferica, della sua azione come dirigente ASL favorente l'integrazione e dell'assistenza sanitaria degli immigrati.
A questo proposito ha informato i presenti che a Licata c'è un ambulatorio per extracomunitari che non hanno il permesso di soggiorno, ai quali non viene chiesto se sono regolari o meno, ma ai quali è data l'assistenza sanitaria. Questo ambulatorio è portato avanti da medici appartenenti all'organizzazione mondiale "Medici senza frontiere. Ad integrare l'assistenza medica c'è nella nostra ASL un equipe che si occupa delle problematiche psicologiche connesse alla situazione di stress degli immigrati.
Ha portato il saluto dell'amministrazione comunale l'Assessore Giuseppe Fragapani che ha ricordato i numerosi sbarchi sul litorale licatese e l'azione del Comune e delle associazioni di volontariato per prestare il primo soccorso ai clandestini: è intervenuto il coordinatore d'area lions Michele Di Franco, che si è complimentato con i Presidenti e i direttivi dei club lions organizzatori per il tema scelto che è di grandissima attualità.
La prima relatrice è stata la Dr.ssa Francesca Battaglia vice Direttore della Caritas agrigentina sul tema "L'isola che non c'è". La relatrice ha evidenziato sul grande schermo le immagini degli sbarchi dei clandestini, mettendo a fuoco la poca organizzazione centrale statale nell'accogliere questi fratelli in contrapposizione con la grande forza del volontariato che fa salti mortali per accogliere i clandestini nel miglior modo, facendoli sembrare non delinquenti ma uomini che hanno bisogno di tutto ma sopratutto di accoglienza, gentilezza e amore.
Ha ricordato come la sua associazione, in prima fila nell'accoglienza agli immigrati, ha tradotto la Costituzione italiana in arabo per far comprendere agli immigrati che sbarcono sulle nostre coste i diritti 
e i doveri di ogni cittadino.
La seconda relatrice la Dot.ssa Marianna Bianchi, responsabile Educativa della Comunità per i minori extracomunitari l'Elianto ha trattato il problema della prima accoglienza degli extracomunitari. Alla sua Comunità sono inviati dall'autorità giudiziaria i minori che sbarcano sulle nostre coste. Costoro hanno bisogno di sicurezza, affetto, ma anche di ordine e disciplina, come in ogni comunità. 
I minori che arrivano in Sicilia necessiatano di tutto, avendo lasciato le loro famiglie e i loro cari per affrontare questa nuova vita. Compito della Comunità è di insegnare l'italiano, di farli frequentare la scuola e lo sport, di metterli in condizioni di trovare uno stabile lavoro.
A completare il discorso della comunità è intervenuto un minore tunisino Ellouzi, che ha percorso il suo travagliato viaggio verso le coste italiane, l'approdo e le trafile burocratiche per il riconoscimento ed infine l'invio nella comunità, dove ha affermato in uno stentato italiano, ma comprensibile dopo pochi mesi di vita in Italia, di voler studiare prima e poi farsi una posizione economica con il lavoro.
E' intervenuta dopo la testimonianza del tunisino Ellouzi la Dr.ssa Monica Simeoni che fa parte dell'organizzazione "Medicines sans frontieres": Medici Senza Frontiere è un'associazione internazionale privata nata per offrire soccorso sanitario alle popolazioni in pericolo e testimoniare delle violazioni dei diritti umani cui assiste durante le sue missioni. L'associazione è indipendente e non è legata a partiti politici o a confessioni religiose, non ha scopo di lucro, agisce secondo l'universale etica medica senza discriminazione alcuna di razza, religione, sesso o opinioni. Ogni anno si registrano 3.000 partenze di volontari appartenenti a 45 nazionalità diverse. Medici senza frontiere offre assistenza sanitaria in oltre 80 paesi. I volontari sono supportati dall'indispensabile contributo di 15.000 collaboratori locali.
A Licata Medici senza frontiere gestisce l'ambulatorio sanitario per gli extracomunitari, dando aiuto pratico a quanti sono clandestini e hanno problemi di salute.
Interviene la signora Nicolescu, che oggi lavora nell'equipe dell'ASL che seguono gli immigrati, essendo il trait d'union tra immigrati dell'Est europeo e l'equipe socio-sanitaria. Ha parlato della sua esperienza personale da immigrata, delle difficoltà di lavoro e dello sfruttamento che subiscono gli immigrati e poi, dopo la regolarizzazione, del suo lavoro all'interno dell'equipe.
Il fenomeno parallelo all'immigrazione è l'emigrazione dei licatesi verso altre città italiane o verso altri stati. A trattare questo scottante tema è l'ing. Roberto Di Cara della Camera del lavoro di Licata. Il relatore ha affermato che l'emigrazione a Licata non si è mai fermata, ma che dopo una prima emigrazione degli anni 30 con destinazione Stati Uniti, Argentina, Australia ve n'è stata una seconda negli anni 50 / 60 che ha visto molti licatesi prendere la valigia ed andarea lavorare nel Nord Italia, e poi ancora una terza emigrazione in Germania, Belgio, Francia; oggi si assiste ad un'altra emigrazione che è quella dei giovani senza lavoro, ma anche di giovani diplomati e laureati che non trovano lavoro nella nostra città e sono costretti ad andare in altre realtà nazionali o estere, svuotando così la nostra città dei cervelli migliori. I dati che l'ing. 
Di Cara porta al pubblico sono veramente preoccupanti e comunque sono in difetto e di sicuro non sono neanche reali, perchè molti cittadini licatesi emigrano lasciandosi la cittadinanza a Licata per cui non entrano nel computo dei cittadini emigrati. La motivazione è sempre la stessa: mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro.

 

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