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13° MEMORIAL ROSA BALISTRERI

anno sociale 2013-2014

Presidente: Dr. Francesco Racalbuto



A SIMINZINA
canta: Cinzia Sciuto

A SIMINZINA (1)

(tradizionale)

Bo e l’aribò (2)
ora veni lu patri tò
e ti porta la siminzina
la rosa marina e lu basilicò,
e ti porta la siminzina
la rosa marina e lu basilicò.

O figghia mia lu santu passau
e di la bedda mi ‘nni spiau
e ju ci dissi la bedda durmia
e dormi figghia di l’arma mia
e ju ci dissi la bedda durmia
e dormi figghia di l’arma mia

vo, vo, vo dormi figghia e fai la vò,
vo, vo, vo dormi figghia e fai la vò.

1) Siminzina:  la semenza, sono i semi di zucca essiccati al sole e poi salati. 
E’ uso sgranocchiarli nelle feste

 

LA SEMENZA

 

Bo e l’aribò 
ora arriva tuo padre,
e ti porta la semenza,
la rosa marina e il basilico,.
e ti porta la semenza,
la rosa marina e il basilico.
O figlia mia, il santo è passato
e della bella mi ha chiesto,
ed io gli ho detto che la bella dormiva, 
e dormi, figlia dell'anima mia. 
ed io gli ho detto che la bella dormiva, 
e dormi, figlia dell'anima mia. 

Ninna nanna, dormi figlia e fai la nanna. Ninna nanna, dormi figlia e fai la nanna

2) Bo e l’aribò oppure Vo e l’arivò ha il significato di Ninna, Nanna

I

Le ninne nanne sono canzoni cantate in tutti gli angoli della terra,  sono presenti in ogni regione italiana, in Sicilia in tutti i paesi le mamme cantano ninne nanne per indurre il sonno ai neonati; Tutte le mamme in qualsiasi latitudine conoscono l’effetto tranquillante, calmante, rassicurante ed ipnoinducente delle ninne nanne, spesso il solo accennare una ninna nanna predispone al sonno al neonato quasi per un riflesso condizionato, a volte accompagnato da movimenti ondulatori (annacata)  che sono ritmici e che amplificano l’induzione al sonno e molto rassomigliano all’azione del pendolo e delle parole rassicuranti dette dal medico durante l’ipnosi. 
      Sono canzoni dolci, di vero amore materno. Il ritmo usato in quasi tutte le ninne nanne è il 3/4 oppure 6/8, ritmo tipico dell’andirivieni o barcarola, e dei canti natalizi Ogni prima nota del ¾ è la nota con accento forte e corrisponde all’inizio del movimento ondulatorio una volta a destra e una volta a sinistra.

Il neonato, spesso per il sonno diventa irrequieto, piange, accelera il battito cardiaco e la frequenza respiratoria, con la ninna nanna il neonato comincia a respirare seguendo il ritmo della musica, il battito cardiaco rallenta e le pulsazioni si adeguano ai ritmi della melodia, la tensione muscolare diminuisce, il corpo si rilassa e il bambino prova una sensazione di benessere che è il primo passo per addormentarsi. 
Lionardo Vigo, (Acireale, 25 settembre 1799 – 14 aprile 1879) poeta, filologo, nella raccolta di “Canti popolari siciliani” pubblicata nel 1857 al n: 2266 come canzone  di Palermo, riporta una canzone dalla quale è certamente tratta la “Siminzina” 

Cinzia Sciuto è nata a Catania, e fin dall’infanzia ha una predisposizione naturale per la musica.
A 13 anni entra a fare parte di un gruppo folkcloristico siciliano, e, appassionandosi a questo genere musicale, interpreta bellissimi brani della nostra tradizione popolare che la portano ad esibirsi, insieme al gruppo, nelle maggiori piazze della Sicilia e dell’Italia.

Poco tempo dopo inizia a prendere lezioni di canto dal Maestro Michelangelo De Cervo che, apprezzandone le doti canore, la porta con sé a fare delle serate presso il Santa Tecla, il San Domenico e La Giara di Taormina

Nel 1977 Cinzia vince l’edizione de “Il Pomofiore”,  una manifestazione canora ideata e condotta dal compianto Gianni Creati, presso l’emittente televisiva catanese Telecolor..

Nel frattempo il Maestro De Cervo viene chiamato ad esibirsi in America e la vorrebbe con sé, ma Cinzia, non volendo lasciare la sua amata terra, rinuncia a seguirlo.

Comincia a studiare la chitarra, uno strumento a lei congeniale, che le apre la strada all’esibizione individuale, è infatti cantando e suonando da sola che Cinzia Sciuto riesce a trovare una sua particolarissima dimensione artistica, ottenendo ampi consensi di pubblico e di critica.

Un’occasione di lavoro temporaneo la porta all’estero, in Francia, ed è nei numerosi pub del quartiere latino di Parigi che lei porta un pezzo di Sicilia, facendo conoscere alcuni brani storici della tradizione popolare siciliana.

Cinzia Sciuto scopre anche la passione per il teatro, entrando a  fare parte, seppur per un breve periodo, della Compagnia Teatrale di Carlo Mangiù; è da questa esperienza che lei capisce di essere portata anche per la prosa e per la poesia ; comincia a scrivere poesie in italiano e in lingua siciliana che però non fa conoscere al pubblico, fino agli anni della sua maturità artistica e personale.

Dopo un lungo periodo di pausa, per motivi personali, Cinzia Sciuto ha ripreso la sua carriera artistica che oggi la vede impegnata in una lunga e minuziosa ricerca sulla cultura musicale popolare siciliana, e in particolar modo su Rosa Balistreri, un’artista siciliana, purtroppo scomparsa, che Cinzia apprezza e ama profondamente, ammirandone l’intensa interpretazione dei brani e la grande forza interiore di donna del Sud.

Alla  poesia di Cinzia Sciuto dal titolo “Pigghimi ppi manu” è stato attribuito il primo premio per la sezione Lingua Siciliana dalla Commissione giudicatrice del S.Antonio Abate di Belpasso, di cui ha fatto parte anche la Professoressa Giuseppa Gangemi di Belpasso che ha stilato una toccante recenzione alla poesia di Cinzia.

Altre sue poesie sono presenti in varie antologie, tra cui quella del Premio Themis di Bronte  e  “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” a cura della Aletti Edizioni.

La sua prima silloge di poesie siciliane “Cancia lu ventu” è stata pubblicata a Marzo del 2013 edita da Radiusu Edizioni, ed ha ricevuto una segnalazione nella sezione opere edite in Lingua Siciliana dalle Fondazioni Culturali Gioacchino Arnone nel XXXIX Premio Internazionale “Città di Marineo”.