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 16° MEMORIAL ROSA BALISTRERI

anno sociale 2016-2017 - Presidente: Dr Agostino Balsamo

NI LA PINETA
4° classificata sezione poesie
Vincenzo Schembri

 

 

NI LA PINETA

Ni la virdi pineta
chi oasi di paci!
Ogni alitu di brezza
ca mi sfiora lu visu
dà un brividu ineffabili,
na carizza a lu cori.
Ascunta…
Lu senti dru frusciu?
è sinfunia sulenni,
vuci summissa e duci,
cummossu ricurdari
di mimorie antichi
c’affioranu a la menti
comu ‘ntempi luntani.
Chi duci rimimbranzi!
Rapitu ni l’ estasi
si perdi u’ me’ pinzeru
ni l’ormi du passatu.
Anchi dulura e gioi
di la vita vissuta,
tornanu a la mimoria
cummossi e tantu cari.
‘Mmenzu stu divagari
eccu ca mi ritrovu!
Un eroi fallutu,
senza midagli ‘mpettu,
abbannunatu e sulu
ca ‘ncartu scunsutatu
amarizzi e rimpianti.                           
NELLA PINETA

Nella sacra pineta
che oasi di pace!
Ogni alito di brezza
che ti sfiora il viso
è carezza ineffabile
che sopisce l’animo
e ti fa estasiare.
Ascolta… Il fruscio degli alberi
è sinfonia sublime,
voce sommessa e flebile,
placido rimembrare
di memorie antiche,
che affiorano alla mente
con l’antico fervore.
Rapito in quest’estasi
divaga il mio pensiero
in epoche lontane.
Suprema emozione rivivere il passato!
Anche dolori e affanni
tornano alla memoria
commossi e rassegnati.
In mezzo a quel tripudio
intravedo un eroe,
un eroe fallito,
non degno di medaglie,
abbandonato e solo,
che sconsolato e triste
incarta solamente amarezze
e rimpianti.

 

NI LA PINETA
Con questi versi, velati da un sereno e pacato pessimismo, l’autore affronta la problematica esistenziale che coinvolge l’uomo in una lotta perenne per la realizzazione del bene e della felicità. L’uomo fiducioso della benignità della Natura, si culla tra una miriade di sogni, speranze e illusioni che intende realizzare nella loro pienezza e nel loro incanto .
Proteso nei suoi sogni di conquista, non tollera l’ingerenza della sera che, col sopraggiungere delle tenebre interrompe ogni attività e frantuma l’ansia di fare. Ma allo svanire delle sue aspettative, si accorge degli inganni della Natura che crea i suoi figli e poi si diverte a farli soffrire. I sogni, le speranze, la sospirata felicità si disintegrano e scompaiono nel nulla. Infine l’autore conclude che la causa dell’infelicità umana è l’uomo stesso con la sua ingordigia che lo sospinge sempre alla ricerca di mete utopistiche. Non possiamo tuttavia misconoscere l’atteggiamento eroico dell’uomo. Pur essendo consapevole che nella lotta esistenziale sarà destinato a soccombere, non si esime dalla lotta per la conquista di un mondo migliore.
Vincenzo Schembri