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Categoria: 13 Memorial Rosa Balistreri
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13° MEMORIAL ROSA BALISTRERI

anno sociale 2013-2014

Presidente: Dr. Francesco Racalbuto



 L'AMURI CA V'HAIU

canta: Cinzia Sciuto

L’AMURI CA V’HAIU

Esposito-Maglia

Non lu sapiti l’amuri ca v’haiu
e nun sapiti quantu vi disiu;
nun lu sapiti
comu chiangiu e staiu
quann’è ca ppi mumentu
non vi viu.

Dintra di l’arma mia
na vampa cci haiu
e lu me cori è vostru e non lu miu;
si moru ‘nparadisu non ci vaiu
pirchì p’amari a vui
non pensu a Diu.

E vui sapennu st’amuri e sti peni,
mi lassati muriri comu ‘n cani
ma oggi siddu cc’è cu vi tratteni
speru di cunvincirivi dumani.

Cchiù non m’amati
e cchiù vi vogghiu beni
chiù passa e chiù
vi mannu cristiani
non mi lassati amuri ‘ntra sti peni
pirchì siti ppi mia
l’acqua e lu pani. 

                                                                                               

L’AMORE CHE HO PER VOI

 

Voi non sapete l’amore che ho per voi
e non sapete quanto vi desidero;
non sapete
come piango e come mi sento
quando per un solo momento
non vi vedo.

Dentro di me
ho una vampa di fuoco
e il mio cuore è vostro, e non è mio;
se muoio in paradiso non ci vado
perchè per amare voi
non penso a Dio.

E voi conoscendo questo amore e queste pene,
mi lasciate morire come un cane
ma oggi se c’è chi vi trattiene
spero di convincervi domani

Più non m’ amate 
e più vi voglio bene
e più passa il tempo
e più vi mando persone 
non mi lasciate amore in queste pene
perchè siete per me
l’acqua e il pane

Una delle più belle canzoni d’amore del repertorio di Rosa Balistreri. L’amore per l’amato è così intenso che non solo lo stesso cuore non le appartiene più, essendo stato donato al fidanzato, ma anche la stessa anima è del suo amore e non per Dio. Spesso però l’amore non è ricambiato, ma più lui è distratto è più l’amore  cresce, ormai è più forte del bisogno di nutrirsi.

Molte sono le registrazioni di questa canzone fatte dalla Balistreri, perché faceva parte fissa del suo repertorio nei molti concerti effettuati riscuotendo sempre grandi applausi.
Molti cantanti di musica popolari hanno inserita questa canzone nel loro repertorio e la cantano in ogni spettacolo.

Cinzia Sciuto è nata a Catania, e fin dall’infanzia ha una predisposizione naturale per la musica.
A 13 anni entra a fare parte di un gruppo folkcloristico siciliano, e, appassionandosi a questo genere musicale, interpreta bellissimi brani della nostra tradizione popolare che la portano ad esibirsi, insieme al gruppo, nelle maggiori piazze della Sicilia e dell’Italia.

Poco tempo dopo inizia a prendere lezioni di canto dal Maestro Michelangelo De Cervo che, apprezzandone le doti canore, la porta con sé a fare delle serate presso il Santa Tecla, il San Domenico e La Giara di Taormina

Nel 1977 Cinzia vince l’edizione de “Il Pomofiore”,  una manifestazione canora ideata e condotta dal compianto Gianni Creati, presso l’emittente televisiva catanese Telecolor..

Nel frattempo il Maestro De Cervo viene chiamato ad esibirsi in America e la vorrebbe con sé, ma Cinzia, non volendo lasciare la sua amata terra, rinuncia a seguirlo.

Comincia a studiare la chitarra, uno strumento a lei congeniale, che le apre la strada all’esibizione individuale, è infatti cantando e suonando da sola che Cinzia Sciuto riesce a trovare una sua particolarissima dimensione artistica, ottenendo ampi consensi di pubblico e di critica.

Un’occasione di lavoro temporaneo la porta all’estero, in Francia, ed è nei numerosi pub del quartiere latino di Parigi che lei porta un pezzo di Sicilia, facendo conoscere alcuni brani storici della tradizione popolare siciliana.

Cinzia Sciuto scopre anche la passione per il teatro, entrando a  fare parte, seppur per un breve periodo, della Compagnia Teatrale di Carlo Mangiù; è da questa esperienza che lei capisce di essere portata anche per la prosa e per la poesia ; comincia a scrivere poesie in italiano e in lingua siciliana che però non fa conoscere al pubblico, fino agli anni della sua maturità artistica e personale.

Dopo un lungo periodo di pausa, per motivi personali, Cinzia Sciuto ha ripreso la sua carriera artistica che oggi la vede impegnata in una lunga e minuziosa ricerca sulla cultura musicale popolare siciliana, e in particolar modo su Rosa Balistreri, un’artista siciliana, purtroppo scomparsa, che Cinzia apprezza e ama profondamente, ammirandone l’intensa interpretazione dei brani e la grande forza interiore di donna del Sud.

Alla  poesia di Cinzia Sciuto dal titolo “Pigghimi ppi manu” è stato attribuito il primo premio per la sezione Lingua Siciliana dalla Commissione giudicatrice del S.Antonio Abate di Belpasso, di cui ha fatto parte anche la Professoressa Giuseppa Gangemi di Belpasso che ha stilato una toccante recenzione alla poesia di Cinzia.

Altre sue poesie sono presenti in varie antologie, tra cui quella del Premio Themis di Bronte  e  “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” a cura della Aletti Edizioni.

La sua prima silloge di poesie siciliane “Cancia lu ventu” è stata pubblicata a Marzo del 2013 edita da Radiusu Edizioni, ed ha ricevuto una segnalazione nella sezione opere edite in Lingua Siciliana dalle Fondazioni Culturali Gioacchino Arnone nel XXXIX Premio Internazionale “Città di Marineo”.