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LIONS CLUB LICATA

ANNO SOCIALE 2004- 2005
Presidente IRag. FILIPPO ALAIMO


CONFERENZA ZONALE "RISCHIO DESERTIFICAZIONE"

Prof. Ing. Salvatore Indelicato Ordinario di idraulica Università di Catania: 
"La gestione delle acque tra siccità e alluvione"

Il tema che tratterò deve essere inquadrato nel tema generale di questo incontro che è: la desertificazione: un'emergenza. Mi sono chiesto se la definizione del tema di questo incontro debba intendersi come rischio di desertificazione : un emergenza (affermativo) o rischio di desertificazione un'emergenza? (interrogativo). Considerato l'andamento degli ultimi anni attuale il rischio sta diventando quasi una certezza. Questo rischio è un'emergenza per tutti ma in particolare per questa nostra Sicilia, per questo nostro territorio.
Qual'è innanzitutto il problema concreto di questo rischio? la risposta è semplice: l'acqua; ora tutti noi sappiamo che l'acqua nel mondo è un fenomeno ciclico, le piogge trasferiscono dall'atmosfera l'acqua che è presente sulla superficie terrestre; queste acque defluendo sul terreno si raccolgono nei fiumi e vanno a finire a mare, un'altra parte s'infiltra ed entra nella parte superficiale del suolo contribuendo ad accrescere l'umidità, cioè il contenuto d'acqua del suolo, nel quale le radici delle piante si alimentano, dopodichè le radici alimentandosi al suolo trasferiscono l'acqua attraverso la pianta nella parte aerea, nella parte fogliare e da qui nell'atmosfera; la parte che si infiltra in maniera più profonda viene a finire nelle falde sotterranee e queste acque o vanno a finire nei fiumi e quindi nel mare o qualcuno li preleva e li riporta sulla superficie terrestre.
L'acqua del mare evapora e va a finire nell'atmosfera quindi c'è una certa quantità o volume d'acqua che compie nel pianeta questo ciclo, scende sotto forma di pioggia, passa sulla superficie terrestre e ritorna in atmosfera con l'evaporazione.
C'è qualcosa che influenza questo volume? è una considerazione interessante: se il fenomeno è ciclico, e se tutta l'acqua che passa attraverso il suolo e ritorna in atmosfera e dall'atmosfera ricade al suolo, il volume è sempre lo stesso, quindi sostanzialmente se facciamo riferimento a tutto il pianeta dire che diminuiscono le piogge una cosa illogica; queste non possono diminuire anzi può succedere che la modifica climatica di cui si parla, quella più chiaramente dimostrata e della quale conosciamo le motivazioni, porta all'aumento della temperatura e quindi all'aumento dell'evaporazione, ed in sintesi aumenta l'acqua che si ricicla non solo ma siccome c'è una sola piccola parte che non partecipa a questo ciclo quella dei ghiacciai, se la temperatura scioglie questi ghiacciai aumenta l'acqua in circolo quindi la prima riflessione da fare è che noi non possiamo dire che il problema è la diminuzione delle piogge, il problema è un'altro che questa circolazione è condizionata da una serie di elementi sia nella distribuzione spaziale (nella superficie terrestre) sia nella distribuzione temporale.
Questo è il vero punto della faccenda; le piogge che trasferiscono l'acqua dall'atmosfera alla superficie terrestre avvengono in certe condizioni climatiche, le stesse nuvole si spostano in funzione del vento, il vento è condizionato dalla pressione atmosferica e ci sono una serie di fattori climatici ma anche provocati dall'azione dell'uomo.
Si sono alterati i luoghi e i tempi della pioggia. Se faccio riferimento alla Sicilia nelle statistiche da noi elaborate negli anni ci accorgiamo che dal 1995 la situazione è completamente variata nel senso che è diminuita la quantità d'acqua che cade in Sicilia e in particolare nelle zone dell'Agrigentino e della fascia costiera che da Trapani arriva alle coste ragusane la precipitazione è diminuita più del 50%.
Se guardiamo le statistiche di 20 o 30 anni fa la situazione delle pioggiera completamente diversa; in Sicilia pioveva di più, ma soprattutto pioveva in tempi più lunghi, cioè le piogge cadevano in modo meno violento di oggi e per un tempo maggiore, dando così il tempo al terreno di assorbirle, di arrivare alle radici più profonde, di riempire le falde. Oggi avviene che le piogge sono limitate nel tempo, cioè la quantità d'acqua che cade è più o meno la stessa di prima, ma l'acqua cade in un tempo ridotto e in modo più violento acquazzoni) dilavando così il terreno, innescando crolli e facendo avvenire dissesti dell'ambiente.
Vi sono dei fattori che hanno influenzato il tipo di piogge?
Certamente la gestione poco oculata del territorio, la cementizzazione di aree urbane, la costruzione di seconde case in riva al mare, in periferia e in montagna con l'urbanizzazione selvaggia: strade, creazioni di canali obbligati ecc sono una delle ragioni per cui l'acqua che cade non viene assorbita del tutto, ma forme torrenti che travolgono tutto ciò che incontrano, dilavando la superfice superficiale dei terreni ed innescando processi di desertificazione.
L'aver abbattuto la vegetazione naturale specie in zone collinari e montagnose, per ricavarne terreni agricoli, priva il suolo delle radici che riescono a tenere fermo il terreno, cambiando anche le condizioni di umidità del terreno che influenzano le stesse piogge: è risaputo che in zone dove c'è una forte vegetazione, c'è anche una discreta piovosità che permette alla stessa vegetazione di proliferare e vivere, formando un sottobosco ricco di humus e umidità.
L'aumento della popolazione e sopratutto le nuove abitudini connesse con la civiltà portano ad un bisogno crescente d'acqua, ad un depauperamento delle sorgenti per troppo sfruttamento delle falde, l'immissione di anidride carbonica per le auto, il riscaldamento delle case, portano alle variazioni climatiche innescate dall'effetto serra che finisce col cambiare la tipologia delle zone piovose e la modalità della piovosità.
Soltanto una migliore gestione del territorio, una diminuzione dell'emissione della anidride carbonica, il reimpianto di zone boschive, una migliore gestione delle acque, una aumentata coscienza ecologica potrebbero far migliorare la situazione del territorio, evitando disastri ecologici, alluvioni, ed allontanando il rischio desertificazione,

PRESENTAZIONE PROF. CASTELLINO -  SENATORE SODANO

INTRODUZIONE Dr. DI STEFANO DELEGATO ZONA LIONS

RELAZIONE PROF. LETO

RELAZIONE PROF. SARNO

RELAZIONE ING. SCIORTINO