LIONS CLUB LICATA

ANNO SOCIALE 2002- 2003
Presidente Prof. CALOGERO CASTELLINO



 

CONFERENZA: RIMBOSCHIMENTO: UNA RISPOSTA ALLA DESERTIFICAZIONE
RELAZIONE ING. IGNAZIO VASSALLO

 

Sono Ignazio Vassallo, dirigo un ufficio periferico dell'Assessorato Agricoltura e Foreste di Licata.
L'anno scorso abbiamo fatto un pregevole lavoro, costatoci due anni di fatica, insieme al collega Morinello con il titolo "Carta dell'uso del suolo", un lavoro che parte da rilievi fotografici dall'alto, con fotointerpretazione, e grazie a questa tecnica si conosce il territorio non solo per quello che c'è sopra, ma anche per quello che c'è dentro, perché si arriva alla conoscenza della natura dei suoli.
Dai rilievi fotografici del territorio di Licata si può avere la grandezza in ettari dell'area industriale: 23 ettari, delle aree portuali: 45 ettari, deii centri aziendali agricoli, cioè le abitazioni: 7 ettari, delle aree sportive: 1,62 ettari, delle aree turistico-alberghiere: 6 ettari, del seminativo semplice: 6300 ettari, dei boschi: 168 ettari di eucaliptus e 248 ettari di conifere, (pini). Abbiamo quasi 300 ettari di incolto, le spiagge ammontano a 142 ettari, i pantani costieri e macchie a 19 ettari, i laghi artificiali a 24 ettari.
Licata ha 7000 ettari di pianura, da Torre di Gaffe a Due Rocche, e 10.000 ettari di collina. Abbiamo diverse capannine metereologiche in tutto il territorio che controllano giornalmente la piovosità. Per meglio saperne vi potete collegare al nostro sito: www.regione.sicilia.it. A Licata abbiamo montato una capannina molto grande, che monitorizza in maniera costante e istantanea, il vento, l'illuminazione, la piovosità, la temperatura a 30 cm sopra terra e sotto terra, l'evaporazione. E' ubicata presso il barone La Lumia, e tramite collegamento satellitare dà i dati in tempo reale; questa capannina fa parte di un sistema integrato che la Regione ha montato in tutta la Sicilia e che ci da la realtà minuto per minuto sulle condizioni ambientali e atmosferiche della nostra isola.
Oggi sta succedendo che la piovosità negli ultimi trenta anni è diminuita, in effetti non è diminuita di molto perché la piovosità è stata sempre bassa. Abbiamo avuto una piovosità media di circa 400 mm di pioggia l'anno, massimo 450, nell'ultimo anno c'è stata una siccità più marcata con 235 mm di piovosità, ma il problema non è che piove meno perché nel trentennio la piovosità è rimasta pressoché costante e lo si deduce dagli annali idrologici, il problema è invece diverso, perché noi sfruttiamo molto di più l'acqua. Circa 30 anni fa si scavavano dei pozzi e l'acqua veniva trovata a 6 metri, poi abbiamo iniziato ad emungere l'acqua e il livello è sceso a 8 metri; si sono impiantati dei vigneti circa una ventina d'anni fa e la falda se ne è scesa a 18 metri e dopo a 36 metri ed oggi a 42 metri, ma questo non perché piove di meno, ma perché sfruttiamo molto di più acqua, quindi la stiamo mungendo sempre in maniera più imponente dal sottosuolo, e d'altra parte non c'è più la ricarica, ed uno dei motivi della mancanza della ricarica delle falde è il disboscamento attuato negli ultimi trent'anni soprattutto per abbandono delle terre. Io ricordo che tutte le colline che da Palma andavano a Licata erano tutte gradinate con i muretti a secco, a Palma si chiamano i supali, i muri a secco avevano un importanza eccezionale, perché si facevano attorno alle piante, alle olive, ai mandorli e si concimavano con sterco di animali ed avevano un'importanza fondamentale perché i muretti regimavano le acque e quindi il terreno aveva il tempo di raccogliere le acque piovane e così si impinguavano le falde e superata la capacità di campo andavano a riempire i bacini. Oggi tutte le montagne sono abbandonate perché non c'è più la redditività economica, perché i pastori e i raccoglitori di lumache hanno buttato giù i muretti, tutti i 3000 ettari collinari che fanno da contorno al nostro territorio non hanno più muretti a secco e quindi l'acqua, quando piove, va via tutta senza avere il tempo di infiltrasi nel sottosuolo, quindi il problema non è solo la piovosità, ma principalmente insipienza e la distruzione umana. Altra causa dell'abbassamento delle falde acquifere è la cementificazione dei canali, che è stata la cosa più orribile che abbiamo potuto fare, infatti i canali cementificati hanno fatto aumentare la velocità delle acque non dando al terreno la possibilità di assorbire la pioggia: quindi è un disastro che abbiamo combinato noi, non la Natura. Altro argomento: i rifiuti; basta fare un giro attorno a Licata, abbiamo un territorio bellissimo, Montesole, Monte Ecnomo, ma pieno di rifiuti e di plastica, le poche volte che piove questi vanno a finire nei canaloni e di qui in mare distruggendo anche il mare. L'uomo è la peggiore bestia che il mondo abbia conosciuto. Dio ci ha dato delle cose bellissime e le stiamo distruggendo.
Licata sarebbe una terra davvero eccezionale, che non dovrebbe avere nessun problema; pensate che è una città piana, si potrebbe camminare tutti in bicicletta, (sono stato in Danimarca ad agosto, c'era un freddo eccezionale ma camminavano tutti in bicicletta e lo fanno sia in estate che in inverno,
In Danimarca ci sono pochissime macchine per le strade cittadine), qui a Licata abbiamo una stagione meravigliosa, ma nessuno cammina in bicicletta, mentre l'uso della bicicletta porterebbe un risparmio di soldi, di traffico e di qualità della vita.

Ecco infine alcune delle diapositive su Licata: la bellissima spiaggia di Pisciotto e di Torre di Gaffe.

 

 

Panoramica della città di Licata (foto).

 

 

Foto delle coste di Licata, scorci bellissimi, con scarsissima vegetazione, vegetazione dunale, come era anni fa, oggi è compromessa dall'insediamento umano che ha cementificato con le costruzioni abusive fino alle coste. Quando sbarcarono i greci le coste erano così, allo stato naturale. 
Area portuale nel quale non c'è più attività,

 

 

Questo è il fiume Salso che è rinato, pensate che non c'era vegetazione da oltre 20 anni, da quando l'Italkal ha chiuso, bloccando l'estrazione di Kainite, colla quale si faceva il solfato potassico, il fiume ha ripreso vita, e sono di nuovo rinate le canne; (veniva estratta la Kainite, con l'utilizzo del solfato potassico, e versando nel fiume il cloruro di sodio, il comune sale di cucina, per cui il fiume era diventato sterile con la distruzione anche delle canne palustri); ora, con gli anni, il fiume si sta riprendendo; non solo cresce la canna comune, ma tornano gli aironi,ed altri uccelli.

Uno dei problemi del fiume Salso è nella parte finale; a posto di migliorarla con un progetto di sviluppo economico ( in altre parti anche dell'Italia, ma specie all'estero, alla foce dei fiumi si costruiscono sentieri pedonabili, panchine, alberi tamerici, approdi con canoe ecc.)la situazione va sempre più a deteriorarsi. Licata ha questa grandissima fortuna ma la parte finale del fiume è diventata una cloaca.

Licata è ricca di monumenti: eccone alcuni: Torre di Gaffe una torre del 400;

 Castello San Giacomo

 

 Castello San Giacomo

Palazzo Frangipane (sede Banca Sant'Angelo)                              Atrio Badia 

 Nel territorio di Licata, ma anche in quello di Palma di Montechiaro non ci sono aziende agrituristiche (l'agriturismo sta avendo un momento di espansione dappertutto, eccetto qui da noi; si potrebbero utilizzare a questo scopo le masserie; queste sono alcune delle masserie ancora in buono stato nel territorio licatese; la prima è stata costruita su una necropoli arcaica, coniugando archeologia e bellezza, la seconda è una masseria vicino Torre di Gaffe,

     

Queste sono due delle bellissime ville ville Liberty, Montesole potrebbe essere un paradiso terrestre sia per la vegetazione sia per il clima, potrebbe far svernare mezza Europa. Anche se ci sono state delle costruzioni poco consone all'ambiente, ancora è bellissima.

 

     

Villa Urso                                                                          Villa Bosa

Licata ha 1800 ettari di vigneto con due aziende delle quali Licata trae vanto una dell'Ing. Quignones, l'altra del barone La Lumia che fanno onore per l'ottima qualità del vino, stiamo facendo la strada del vino col Comune di Palma, di Licata, e di Campobello (in Francia li chiamano "rue de vin", aggregando il discorso del vino con la visita dei monumenti della città.

   

Un altro dramma dei nostri paesi è che non c'è artigianato, sola eccezione a Palma con i biscotti ricci fatte dalle monache di clausura, tolto questo non c'è niente da poter inserire in questa strada enogastronomia e turistica, ceste paniere oppure ad es. la salatura delle sarde, c'è un forte disoccupazione ma nessuno si dedica all'artigianato.
Le serre sono una ricchezza enorme, quasi tremila ettari dove si coltiva dal melone cantalupo al pomodoro al peperone; le serre sono poche: 300 ettari mentre a Vittoria vi sono 5000 ettari; questo per mancanza di terreni, invece gli ettari con i tunnel occupano molti ettari più delle serre perchè questi si possono spostare, non sono fissi;

   

Centri di confezionamento; Una ricchezza è il carciofo abbiamo quasi 1000 ettari di carciofo, una realtà notevole,altra pregiata coltivazione è il peperone;

   

La coltivazione del grano occupa una buona parte delle terre coltivabili: abbiamo quasi 6000 ettari di grano; anche il mandorlo una volta 300 ettari, specie nella parte collinare, una cultura ora in abbandono,ecco una macchina per raccogliere il mandorlo

 

Montegalluzzo, 300 ettari di pinet; la forestale ha fatto questo dono a Licata e Palma, organizzando un'area attrezzata, che l'anno scorso è in andata in fumo una parte per un incendio per una piccola parte. Se si perde quest'area boschiva, l'unica che abbiamo, 300 ettari di eucaliptus, e conifere, saremmo proprio a terra.

     

Concludo dicendo che Licata ha alte potenzialità di sviluppo e tra queste una è la forestazione,perchè essa darebbe una mano enorme da tre punti di vista: uno paesaggistico, pensate il fattore d'immagine per chi passa e vede queste colline verdi, due aumento di umidità, il terzo è il lavoro che può dare, anche se non si fanno i tavolati, i segati perché l'abete nostrano ha una lentissima crescita (pensate che una pioppaia o gli abeti in Nord Italia si tagliano ogni 10 anni fruttando quindi economicamente) da noi ci vogliono 25 o 30 anni per la crescita, quindi un contributo per migliorare la vivibilità e il paesaggio potrebbe essere la forestazione. Cosa si può fare nel nostro piccolo? Poremmo nei nostri pochi ettari far crescere bosco. Io ad esempio ho un'azienda agricola; l'ho circondata tutta di cipressi, ho una collinetta ed ho impiantato in questa 8000 piante, se tutti facciamo qualcosina nel piantare delle piante avremmo risolto un grosso problema.

RELAZIONE DOTT. ING. IGNAZIO SCIORTINO

 

 

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